Afta (ulcere aftosiche) - Studio Odontoiatrico CMCStudio Odontoiatrico CMC

Afta (ulcere aftosiche)

Con ulcera si indica semplicemente una perdita di epitelio. Fra tutte le ulcere non traumatiche che si presentano sulle mucose orali, le ulcere aftose sono probabilmente le più comuni. La loro incidenza è compresa tra il 20 e il 60%, in relazione alla popolazione studiata. La prevalenza tende ad essere più elevata fra gli strati socio-economico e professionali più elevati e nei soggetti non fumatori. Sebbene la causa delle afte non sia stata determinata, sono stati identificati diversi fattori correlati alla loro insorgenza (disordini immunologici, infiammazione neurogenica, microbiologiche, deficienze nutrizionali quali vitamina B12, acido Folico, ferro). Si riconoscono tre varianti cliniche di ulcere aftose:

  • Aftosi minor. Rappresenta la forma clinica più comune. Solitamente singola di forma ovale, dolente, con diametro inferiore a 0,5 cm. Durano circa 7-10 giorni e guariscono senza lasciare cicatrici. Le ricorrenze sono variabili da soggetto a soggetto e i periodi liberi da malattia variano da mesi ad anni. In pazienti con afte recidivanti deve essere preso in considerazione il Morbo Di Crohn.
  • Aftosi major. E’ la forma più severa di una malattia aftosa. Rispetto alle lesioni minori, le ulcere sono più grandi (maggiori di 0,5 cm), più dolorose e più persistenti. A causa della maggiore profondità, le ulcere assumono un aspetto crateriforme e guariscono, lasciando una cicatrice. I processi di guarigione possono richiedere anche sei settimane e frequentemente, mentre una lesione sta guarendo, ne insorge un’altra. Anche per le lesioni major esiste la stessa predilezione di sito, rappresentata dalla mucosa non cheratinizzata.
  • Aftosi erpetiforme. Questa variante si presenta con piccole ulcere ricorrenti. Anche se la mucosa non cheratinizzata rappresenta la sede più frequente, risultano possibili localizzazioni palatali e gengivali. La sintomatologia dolorosa può essere rilevante e la guarigione richiedere una o due settimane. Diversamente dai quadri di infezione erpetica, le afte erpetiformi non sono precedute da vescicole e non mostrano alterazioni cellulari indotte dal virus.
Dato che queste lesioni hanno una diagnosi solo clinica, i prelievi bioptici non sono necessari e vengono effettuati raramente.
Nei casi occasionali e che si manifestano con poche afte minori un vero e proprio trattamento non è indicato ad eccezione di blandi sciacqui con bicarbonato di sodio in acqua tiepida per tenere la bocca pulita. Tuttavia, nei casi in cui i pazienti sono gravemente colpiti, alcuni approcci possono essere impiegati per ottenere un miglior controllo /ma non cura) del quadro. Il razionale del trattamento prevede l’impiego di farmaci che siano in grado di regolare o di invertire a livello della risposta immune. A questa categoria appartengono i farmaci della famiglia dei corticosteroidi.
J.A.Regezi, J.J.Sciubba: “Patologia orale correlazioni clinico patologiche”. IV edizione 2007; Antonio Delfino Editore.