Odontoiatria restaurativa - Studio Odontoiatrico CMCStudio Odontoiatrico CMC

Odontoiatria restaurativa

La terapia restaurativa si propone di conseguire i seguenti obiettivi:

  • eliminazione dei fattori causali della malattia
  • motivazione del paziente ad un ottimale controllo della placca batterica
  • motivazione del paziente a seguire una corretta alimentazione
  • intercettazione ed arresto, se possibile, delle lesioni decalcificanti iniziali mediante terapie non invasive e di rimineralizzazione
  • prevenzione delle lesioni cariose mediante misure non invasive ma irreversibili (sigillatura dei solchi)
  • terapia convenzionale delle lesioni dei tessuti duri con i seguenti obiettivi:
    • mantenimento della vitalità pulpare e prevenzione di futuri danni ai tessuti calcificati
    • restituzione di forma e funzione dei singoli denti
    • integrazione estetica del restauro alla normale distanza di conversazione, se ciò é desiderato dal paziente e clinicamente attuabile.

L’odontoiatria restaurativa, non accompagnata da attente misure di profilassi, non risolve che temporaneamente i problemi del paziente, infatti le lesioni cariose torneranno probabilmente a manifestarsi. È consigliabile perciò che le procedure restaurative siano accompagnate e seguite da misure di profilassi individuale.

Il trattamento restaurativo deve essere inserito nei tempi corretti in un piano di trattamento che individui e colleghi tra loro i problemi del paziente, e non sia unicamente focalizzato alla terapia delle lesioni cariose (1).

Il piano di trattamento specificatamente restaurativo, inserito quindi in un piano di trattamento odontoiatrico globale, deve includere:

  1. Determinazione del rischio di carie del paziente. La determinazione del rischio di carie (alto, basso, medio) ci può indirizzare su una procedura operativa piuttosto che su un’altra, o può farci optare per materiali diversi.È utile inoltre per stabilire tipo e frequenza delle misure di profilassi da prescrivere al paziente sia a domicilio che nello studio professionale. In questa fase può già essere indicata la escavazione e la otturazione provvisoria delle lesioni cariose più grossolane allo scopo di ridurre la carica batterica presente.
  2. Determinazione delle aspettative del paziente e sua disponibilità ad affrontarele cure odontoiatriche. Alcuni pazienti annettono molta importanza alla salute ed all’estetica del cavo orale; altri tendono solo a ricercare terapie d’urgenza, altri rappresentano una via di mezzo tra queste istanze.La valutazione del paziente sotto questo profilo ci può fornire validi suggerimenti per predire il suo futuro grado di cooperazione che potremo attenderci durante e dopo le cure (igiene orale domiciliare e regolarità alle visite di controllo). 3.
  3. Diagnosi di tutte le lesioni cariose presenti, e determinazione se possibile del loro grado di attività. Una diagnosi corretta non può prescindere da un accurato esame obiettivo,dall’esecuzione di Rx bite-wing (2) e, quando indicato, dai test di sensibilità pulpare e dall’esecuzione di Rx periapicali.  
  4. Determinazione delle condizioni del parodonto superficiale e profondo in relazione alla terapia restaurativa
  5. Determinazione della situazione occlusale. Patologie occlusali eventualmente presenti possono influenzare la scelta di tecniche e materiali da utilizzare. 
  6. Piano di trattamento. Il piano di trattamento deve essere spiegato al paziente e devono essere presentate le eventuali alternative.


– Benn DK, Clark TD, Dankel DD 2nd, Kostewicz SH: Practical approach to evidence-based management of caries. J Am Coll Dent 1999 Spring; 66 (1): 27-35.

– S. Gowda, W.M. Thomson, L.A. Foster Page, N.A. Croucher: What Difference Does Using Bitewing Radiographs Make to Epidemiological Estimates of Dental Caries Prevalence and Severity in a Young Adolescent Population with High Caries Experience? Caries Res 2009; 43: 436–441